“Encanto” - Non si nomina Bruno
Encanto (Disney, 2021 – Premio Oscar come Miglior film d’animazione) è ambientato in Colombia e racconta la storia della famiglia Madrigal, in cui ogni membro possiede un dono speciale, tranne Mirabel. Attorno a questa apparente mancanza si sviluppa una storia che parla di aspettative, fragilità, ruoli familiari e possibilità di cambiamento.
Al di là della dimensione musicale e visiva, Encanto è un film che può diventare un pretesto prezioso per il dialogo in famiglia, soprattutto con bambini e adolescenti. Non per “insegnare qualcosa”, ma per creare uno spazio di parola, ascolto e riconoscimento reciproco.
Prima di parlarne con i figli: uno spazio per i genitori
Ogni dialogo autentico con i figli nasce da una minima disponibilità degli adulti a interrogarsi. Non per colpevolizzarsi, ma per diventare più consapevoli del clima relazionale che si costruisce giorno dopo giorno.
Alcune domande che un genitore può tenere per sé, dopo aver visto il film:
In che modo comunico, anche senza dirlo, aspettative su ciò che mio/a figlio/a “dovrebbe essere”?
Quanto spazio c’è in famiglia per la fragilità, l’incertezza, il non riuscire?
Quando mio/a figlio/a non corrisponde alle mie aspettative, cosa si muove dentro di me?
Sto proteggendo mio/a figlio/a da ciò che temo io, o lo/la sto accompagnando nei suoi reali passaggi di crescita?
Sono disposto/a a rivedere il mio ruolo quando mi accorgo che alcune dinamiche non funzionano più?
Questo lavoro silenzioso è già prevenzione: non elimina le difficoltà, ma riduce il rischio che diventino nodi rigidi e non pronunciabili.
Domande da condividere con figli e figlie
Dopo il film, può essere utile aprire una conversazione semplice, senza interrogatori né obiettivi educativi immediati. Le domande non servono a ottenere risposte “giuste”, ma a far circolare parole.
Alcuni possibili spunti:
Quale personaggio ti è piaciuto di più? Perché?
Chi, secondo te, nel film sembra forte ma in realtà fa più fatica?
C’è qualcuno che ti somiglia, anche solo un po’?
Se tu fossi nella famiglia Madrigal, che ruolo pensi ti verrebbe assegnato?
Non è necessario affrontarle tutte, né subito. A volte basta una domanda che resta aperta.
Uno sguardo Cinque+
Nel nostro approccio, il film non è uno strumento educativo da “usare bene”, ma uno strumento relazionale: qualcosa che permette di stare insieme attorno a un’esperienza condivisa. Encanto mostra con chiarezza come il peso delle aspettative, se non riconosciuto, possa diventare una frattura; e come la riparazione passi dalla possibilità degli adulti di rimettere mano alle relazioni, senza colpevolizzazioni.
Guardarlo in famiglia può essere un modo semplice per allenarsi a questo: meno risposte, più ascolto; meno controllo, più cura dello stare assieme.
Età consigliata: da 6–7 anni
Funziona bene anche con bambini più piccoli per la parte visiva e musicale.
I temi delle aspettative familiari e dei non detti diventano più leggibili dai 9–10 anni in su, soprattutto nel dialogo.
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Autore: Gabriel Munoz, Psicologo clinico, formatore e consulente


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